Sul suo destrier, d’ideali cromato,
solingo cavalca un uom mascherato:
mentre il tramonto su tutto discende,
qual astro brillante glorioso risplende.

Ognora galoppa, sazio o digiuno,
e di speme un araldo egli è per ciascuno
che crede in un mondo diverso, migliore,
scaldato d’autentico, umano tepore.

Pittoresco davvero e galante è il suo aspetto,
al par di sua elsa, un ornato fioretto;
sempre a suo modo egli usa pensare
e ovunque eleganza gli piace portare.

Forse del cosmo il duolo compiange,
con tanta pietà, che in animo l’ange:
garbo e dolcezza potrian, per lui, invero,
render soave anche il loco più fero.

Eppure già al vespro gli par di vedere
la più dolce e stellata tra tutte le sere,
preludio sereno e ben confacente
a quel che sarà un domani splendente.