Fluido uno specchio maestoso si stende
lungi qual sogno, del guardo ai confini,
araldo del sole che lieto s’accende,
poscia accogliendo i baglior vespertini:

placido e immenso, quando è sereno,
il mare, qual foglia, sussurra, non tace,
ma irato, in tempesta, al vibrar del baleno,
sua forza scatena, trovando poi pace.

Schiere d’aironi nel vespro vermiglio
libransi verso paesaggi lontani,
mentre la luna solleva il suo ciglio,
riflessi emanando argentei ed arcani.

Fragile un legno galleggia di notte,
tra onde e foschie che il Fato produce:
umana è la Storia, cercando le rotte
che traccia degli astri la nobile luce.

Sul far del mattino, sottile e dorato,
un filo divampa sul mare dormiente,
e intenso crescendo, nel buio irradiato,
preludio è pei cori d’un’alba splendente.