Saltellan pei boschi scoiattoli buffi
e il gufo dal tronco assonnato si desta
mentre altri augelli, pescando, gran tuffi
compion sull’acqua, che scorre via lesta;

da lungi s’ascolta, primaverile,
tra fronde levarsi, in sereno crescendo,
semplice un canto, lezioso e gentile,
allor che si va il tramonto spegnendo:

incede con aura di gran simpatia
figura fiabesca, ridente ed arcana,
qui giunta dal mondo ove magia
norma è comune, non cosa strana.

Fata Pinguina è da tutti nomata
poiché seco porta sempre un pinguino
qual suo famiglio, di piuma pregiata,
che pur lieto ridere fa ogni bambino;

garbato e nobile anche il consorte,
dal bel volto dolce, di fascino intriso,
sempre ha al suo fianco, del Fato le porte
insieme schiudendo, ognor col sorriso.

Amor non le cantano, ma amica sincera
i poeti la stimano, come la brezza
che spira dal mare, quando la sera
sui colli discende con sua compostezza.

Narra leggenda che ai pargoli buoni
rechi, ondeggiando sua arcana bacchetta,
quei che bramavano dolciumi e doni,
a tutti in misura di quanto lor spetta.

Giovani intenti a leggere i versi
che qui stanno scritti, mai non scordate
di ben comportarvi, e con cori tersi
in tenebre lumi di valor sempre siate.