Sul tavoliere che il Fato dispone
scorrono arcane mille e più carte:
senza conoscere uman condizione,
pur della rocca di tutti son sarte.

Reggono il corso dell’astrali trame
con moto incessante, che niuno prevede:
i sogni, i pensieri, la speme e le brame
tesson con zelo che al tempo non cede.

Tra i semi che pingono il mazzo fatale
ciascun per sé sceglie quello più affine,
quel che per l’anima brilla speciale,
che briscola in gioco sia sino alla fine:

facile scelta son coppe o danari,
di svago fugace soavi latori,
eppure vi sono al tavolo vari
che molto più stiman le carte di fiori,

poiché son le carte di viva speranza
e del proprio impegno in un mondo fiorito,
per tutti migliore, dove uguaglianza
sia ben reale e non sogno sbiadito.

Qual fiano le carte che in mano serbate,
pel corso futuro mai abbiate timori,
ma il buio con grazia ed onor rischiarate,
dal due fino all’asso, con carte di cuori.